Il Metodo Di Bella (MDB) ha migliorato la sopravvivenza: risposta oggettiva e performance status in uno studio clinico osservazionale retrospettivo su 23 tumori della testa e del collo – The Di Bella Method (MDB) improved survival: objective response and performance status in a retrospective observational clinical study on 23 tumours of the head and neck.
TUMORI DELLA TESTA E DEL COLLO E METODO DI BELLA
I trattamenti standard per i tumori della testa e del collo producono scarsi risultati. La chemioterapia, sia in mono che in poli-chemioterapia, se comporta riduzioni di volume della massa questi sono di breve durata. Gli anticorpi monoclonali hanno mostrato miglioramenti marginali della sopravvivenza (da poche settimane a 4-5 mesi), associati a una potenziale tossicità elevata. Terapie adiuvanti e combinate come la chemioterapia adiuvante post-operatoria o la sua associazione con radioterapia, sebbene possano aumentare la percentuale di risposte oggettive, sono penalizzata da un’alta morbilità e da un peggioramento della qualità della vita, senza un incremento dei valori medi di sopravvivenza.
L’analisi aggregata dei 23 casi clinici presentati in questo studio osservazionale evidenzia uno spettro di risposte terapeutiche positive al Metodo Di Bella. La terapia ha determinato un deciso aumento della sopravvivenza rispetto ai valori mediani riportati in letteratura per gli stessi tumori e stadi, unitamente a un evidente miglioramento della qualità della vita, risposte obiettive parziali o complete e, in alcuni casi, una risposta completa e stabile con recupero funzionale. Vengono poi discussi il razionale scientifico della terapia e i meccanismi biologici e molecolare di azione dei principi attivi. Il trattamento ha un effetto differenziante, apoptotico, antiproliferativo, antiangiogenico e antimetastatico e, a differenza della chemio- e/o radioterapia, preserva e migliora il trofismo e la funzionalità di organi, tessuti e l’omeostasi immunitaria e antitumorale. Questo risultato, ottenuto senza tossicità, dimostra l’efficacia di questa multiterapia biologica, in accordo con i risultati positivi già pubblicati sull’uso del MDB in varie malattie neoplastiche.
Codice: MDB010
Autore: Di Bella e Colori
Data: 2012
Rivista: Neuroendocrinology Letters 2012; 33(3):101–108
Argomento: dati clinici del Metodo Di Bella
Accesso libero: si
DOI/URL: https://www.nel.edu/the-di-bella-method-MDB-improved-survival-objective-response-and-performance-status-in-a-retrospective-observational-clinical-study-on-23-tumours-of-the-head-and-neck-736/
BLOG: https://www.metododibellaevidenzescientifiche.com/2025/10/22/mdb010-di-bella-e-colori-2012/
PANORAMICA AUDIO: https://youtu.be/CWKGQoQgdqw
Parole chiave: cancro testa-collo; MDB; somatostatina; octreotide; melatonina; retinoidi; vitamine E, C, D3; condroitin solfato; bromocriptina; cabergolina
Tumore: tumori della testa e del collo
Traduzione: totale e fedele al testo originario
Punti di interesse:
TUMORI DELLA TESTA E DEL COLLO E METODO DI BELLA
Limiti delle Terapie Convenzionali
L’articolo di partenza delinea una visione critica dei trattamenti standard per i tumori della testa e del collo, sottolineando i seguenti punti:
• Chemioterapia: Sia in mono che in poli-chemioterapia, le riduzioni del volume tumorale sono spesso temporanee (durata inferiore a 2 mesi) e ottenute a costo di un’elevata tossicità, senza un reale impatto sull’eradicazione del tumore o sull’aumento della sopravvivenza.
• Anticorpi Monoclonali: Farmaci che agiscono sui recettori dei fattori di crescita (EGFR, VEGFR) hanno mostrato miglioramenti marginali della sopravvivenza (da poche settimane a 4-5 mesi), associati a una potenziale tossicità elevata.
• Terapie Adiuvanti e Combinate: La chemioterapia adiuvante post-operatoria non ha dimostrato effetti sulla sopravvivenza globale o libera da malattia. L’associazione di chemio e radioterapia, sebbene possa aumentare la percentuale di risposte oggettive, è penalizzata da un’alta morbilità e da un peggioramento della qualità della vita, senza un incremento dei valori medi di sopravvivenza.
RISULTATI DI CASI TRATTATI CON MDB E RAZIONALE DELLA TERAPIA
L’analisi aggregata dei 23 casi clinici presentati nello studio osservazionale evidenzia uno spettro di risposte terapeutiche al Metodo Di Bella che spazia da remissioni complete a lungo termine alla stabilizzazione della malattia, spesso accompagnate da benefici funzionali e sulla qualità della vita. Emergono tre osservazioni principali:
- 1. Tipologie di Risposta Ottenute Gli esiti del trattamento con MDB sono eterogenei e comprendono l’intero ventaglio di risposte cliniche. La casistica include remissioni complete e stabili nel tempo (casi 1, 12, 19, 23), regressioni parziali clinicamente significative, spesso superiori al 50% (casi 2, 4, 7, 14, 18), e casi di stabilizzazione della malattia con arresto della progressione neoplastica (casi 5, 10, 20, 22).
- 2. Miglioramento della Qualità della Vita Un elemento trasversale e di grande rilevanza clinica è il miglioramento dello stato di performance o della qualità della vita generale. Tale beneficio è stato documentato non solo nei pazienti con regressione del tumore, ma anche in quelli che hanno ottenuto una stabilizzazione della malattia (casi 5, 10), suggerendo un impatto positivo del trattamento che va oltre la sola risposta dimensionale della neoplasia.
- 3. Efficacia come Terapia di Prima Linea Gli autori dello studio riportano un’osservazione cruciale: l’efficacia e la rapidità della risposta sono risultate maggiori nei casi in cui il MDB è stato applicato come terapia di prima linea, ovvero in pazienti non precedentemente indeboliti dagli effetti tossici e immunodepressivi di chemio o radioterapia. Questo principio è esemplificato dal Caso 23, in cui un paziente con carcinoma avanzato (T4N2Mx) ha rifiutato l’intervento e ha intrapreso il MDB come terapia di prima linea in associazione alla radioterapia, ottenendo una remissione completa mantenuta per sei anni fino al decesso per altre cause.
RAZIONALE DEL METODO DI BELLA
L’MDB si distingue dalle terapie citolitiche per il suo approccio biologico, che sfrutta meccanismi recettoriali per ripristinare l’omeostasi antitumorale dell’organismo.
Il trattamento agisce sui “denominatori comuni” del cancro, ovvero la proliferazione incontrollata e la capacità mutagena, attraverso un’azione multifattoriale:
- Antiproliferativa: Inibisce i segnali mitogenici che guidano la crescita tumorale.
- Pro-apoptotica: Induce la morte cellulare programmata delle cellule neoplastiche.
- Anti-angiogenica: Blocca la formazione di nuovi vasi sanguigni che nutrono il tumore.
- Antimetastatica: Contrasta la diffusione del tumore ad altri organi.
- Differenziante: Spinge le cellule tumorali a maturare verso un fenotipo meno aggressivo.
Ruolo Centrale della Somatostatina e dell’Asse GH-IGF1
Il razionale del metodo identifica la Prolattina e l’Ormone della Crescita (GH) come molecole chiave nella stimolazione della proliferazione cellulare, sia fisiologica che tumorale. La Somatostatina (SST) e i suoi analoghi (es. Octreotide) agiscono come “antidoti biologici” al GH. Il GH induce la produzione epatica del fattore di crescita insulino-simile 1 (IGF1), un potente mitogeno. La SST sopprime direttamente il GH e l’espressione del gene dell’IGF1, bloccando questo asse cruciale per lo sviluppo tumorale. L’azione della SST si estende alla regolazione negativa di altri importanti fattori di crescita GH-dipendenti (EGF, FGF, HGF, PDGF, VEGF, TGF) e dei loro recettori. I mitogeni prodotti dal sistema gastrointestinale, come VIP, CCK e G, sono fortemente inibiti dalla somatostatina e/o da suoi analoghi sisntetici come l’octreotide.
È stata dimostrata una relazione causale tra l’espressione recettoriale di GH e l’induzione e la progressione tumorale, rilevando istologicamente concentrazioni di GHR molto più elevate nei tessuti tumorali rispetto ai tessuti fisiologici, e mostrando il potente ruolo mitogenico del GH con un indice proliferativo dose-dipendente. Questo ruolo è sia diretto, cioè recettoriale, sia indiretto, attraverso l’induzione GH-dipendente dell’espressione epatica di IGF1 e degli altri fattori di crescita (GF).
Inibizione Sinergica dell’Angiogenesi e della Proliferazione
L’efficacia dell’MDB risiede nella sinergia fattoriale dei suoi componenti, che amplificano reciprocamente i loro effetti.
• Azione Anti-angiogenica: L’inibizione dell’angiogenesi indotta dalla SST è potenziata da tutti gli altri componenti del metodo: Melatonina (MLT), Retinoidi, Vitamina D3, Vitamina E, Vitamina C, inibitori della prolattina e condroitin-solfato.
• Azione Antiproliferativa: L’effetto citostatico e antimetastatico della SST è rafforzato in modo sinergico da: Melatonina (MLT), Retinoidi (in particolare l’Acido All-Trans Retinoico o ATRA). Vitamine D3, E, C, Inibitori della prolattina (Bromocriptina, Cabergolina), Condroitin-solfato.
• Uso di Ciclofosfamide: Il metodo prevede l’uso di dosi minime (50-100 mg/die), apoptotiche e non-citolitiche, di ciclofosfamide. La potenziale tossicità midollare di questo agente è quasi sempre annullata dall’azione mieloprotettiva, trofica e antidegenerativa degli altri componenti, in particolare MLT, alte dosi di Vitamina E e Retinoidi.
Conclusioni e Implicazioni
Lo studio conclude che il trattamento biologico MDB ha ottenuto risposte oggettive, parziali o complete, con un’elevata tollerabilità e un profilo tossicologico favorevole. I risultati in termini di sopravvivenza, qualità della vita e risposta oggettiva sono nettamente migliori rispetto a quelli dei protocolli chemioterapici standard. Ciò è confermato dai risultati pubblicati riguardanti l’applicazione del MDB nel cancro al polmone non a piccole cellule allo stadio 3 e 4, nel linfoma non-Hodgkin a basso grado (con la prognosi peggiore) e nel cancro al seno.
A differenza delle terapie citotossiche, che possono indurre mutazioni e immunodepressione, l’MDB agisce per inibire tali processi, potenziando il trofismo dei tessuti sani e attivando l’omeostasi antitumorale. Le risposte terapeutiche, sebbene lente e graduali, riflettono questo meccanismo d’azione biologico.
Gli autori suggeriscono che l’applicazione precoce del metodo come terapia di prima linea, in pazienti non compromessi dagli effetti tossici di chemio o radioterapia, potrebbe portare a risultati decisamente superiori. La pubblicazione di questa casistica ha lo scopo di sollecitare un maggiore interesse e studi più approfonditi sulle potenzialità offerte in oncologia da questo approccio biologico, recettoriale e immuno-neuroendocrino.
Traduzione articolo
RiassuntoIn 23 casi di carcinoma della testa e del collo, l’uso combinato di Somatostatina e/o del suo analogo octreotide, inibitori della prolattina, melatonina, retinoidi, vitamina E, vitamina D3, vitamina C, calcio, condroitin-solfato e dosi orali minime di ciclofosfamide (50–100 mg/giorno) ha portato a un deciso aumento della sopravvivenza rispetto ai valori mediani riportati in letteratura per gli stessi tumori e stadi, unitamente a un evidente miglioramento della qualità della vita, risposte obiettive parziali o complete e, in alcuni casi, una cura completa e stabile con recupero funzionale. Vengono discussi la logica e i meccanismi di biologia molecolare del trattamento, mostrando che il trattamento ha un effetto differenziante, apoptotico, antiproliferativo, antiangiogenico e antimetastatico e, a differenza della chemio- e/o radioterapia, preserva e migliora il trofismo e la funzionalità di organi, tessuti e l’omeostasi immunitaria e antitumorale. Questo risultato, ottenuto senza tossicità, dimostra l’efficacia di questa multiterapia biologica (metodo del Prof. Luigi Di Bella o MDB) ed è in accordo con i risultati positivi già pubblicati sull’uso del MDB in varie malattie neoplastiche. Riteniamo sia utile riportare questi casi per invitare a un maggiore interesse nelle possibilità aperte da questa multiterapia biologica.
File pdf della traduzione di MDB010 Di Bella e Colori (2012) “Il Metodo Di Bella (MDB) ha migliorato la sopravvivenza: risposta oggettiva e performance status in uno studio clinico osservazionale retrospettivo su 23 tumori della testa e del collo – The Di Bella Method (MDB) improved survival: objective response and performance status in a retrospective observational clinical study on 23 tumours of the head and neck.” Neuroendocrinology Letters 2012; 33(3):101–108

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