“Il testamento scientifico e morale di mio padre naturalmente si fondono, e sono testamenti che mi fa piacere ricordare perché servono molto per i colleghi, soprattutto adesso, in questo periodo in cui si cerca, da parte di chi gestisce il potere globale, di dare un valore sempre più relativo alla verità. Il dato di fatto e la verità, nella nostra società, vengono sostituiti sempre di più con una realtà virtuale, cioè con il falso. Perciò, il dato di fatto — che in campo scientifico ovviamente è vitale — la realtà, la verità, tende a essere sempre più sostituita con una forma di falsificazione finalizzata a interessi incompensabili. È ovvio che questo in campo medico, nel campo della ricerca, è micidiale e destabilizzante.

Le tecniche di sostituzione della verità, del dato di fatto, della realtà, sono sempre più sofisticate, sono scientifiche: sostituiscono le verità con un falso ripetuto in maniera continua a livello ossessivo. Chi gestisce il potere oggi lo gestisce anche con un controllo capillare, ferreo, diffuso, con il monopolio dell’informazione. Una di queste tecniche è far partire all’unisono tutta una serie di falsi. Tutte una serie di falsi. Ripetono tutti la stessa cosa. Allora la gente, l’uomo della strada, cosa vede? Legge il rotocalco, apre la televisione, legge una rivista, gli arrivano sempre le stesse notizie, ma non immagina che siano tutte gestite da un’unica regia. Addirittura arrivano al punto da fare una recita di una finta contrapposizione che poi alla fine dice sempre quello che dicono loro, oppure si rivela talmente poco credibile da mettere in crisi la verità. Allora il primo messaggio di mio padre è questo: ritornare alla verità, ritornare al dato di fatto, ritornare alla realtà. La base delle ricerche. Questo dato reale non conta niente nella nostra società, la verità non conta niente, la realtà non conta niente.

Cosa avrebbe pensato suo padre? Cosa avrebbe detto? L’aveva previsto perfettamente perché conosceva perfettamente le tecniche di falsificazione su cui si regge l’attuale potere globale internazionale, e conosceva perfettamente. E mio padre disse, l’ha scritto anche, che la forma più grave e più pericolosa di criminalità è la disinformazione. Disse anche che l’Italia è uno dei paesi più ammalati di disinformazione, e si vedono i risultati, no? Se la nostra nazione è arrivata a questo punto di degrado a tutti i livelli — morale, culturale, etico, scientifico, politico, finanziario — il motivo è questo: disinformazione imposta e il falso. La negazione della realtà, la mistificazione è imposta con una violenza sempre maggiore, con un ricatto sempre maggiore, con minacce sempre più gravi.”

Estratto da “Il poeta della scienza” – Intervista a Telecolor andata in onda il 20.12.2017

“L’Italia è un paese ammalato di disinformazione. E la disinformazione ha una capacità criminale inimmaginabile”. Luigi Di Bella.

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