“E contemporaneamente, la gente deve prendere atto di essere loro stessi gli artefici e i padroni del loro presente, del loro futuro, di quello dei figli, della loro salute. Non delegarla a nessuno, non delegarla, e tantomeno ai politici, tantomeno ai burocrati eletti dai politici nelle istituzioni che pretendono di sostituirsi al medico nella gestione della salute della gente.
La gente deve impedire che tra paziente e medico si inserisca il burocrate politico, perché il loro disegno è questo. E l’inserimento anomalo è assolutamente da rigettare, ed è un fatto vitale per la salute propria e dei figli. Bisogna impedirglielo in maniera più assoluta.
E proprio la gente bisogna che prenda atto, che si renda conto che se, a un certo punto, non diventa parte attiva, non prende in mano la propria vita, la propria salute, il proprio futuro, li gestiscono come una mandria portata a macello, cercando sempre di più di ingannarli, perché sono perfetti nell’inganno.
Più sono degenerati, meglio li controllano, diminuendo le loro capacità cognitive. Meno ragionano, più facilmente sono plagiati, più facilmente sono sfruttabili. Più facilmente possono essere portati a macello per interesse inconfessabile.
Estratto da “Il poeta della scienza” – Intervista a Telecolor andata in onda il 20.12.2017

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