Valutazione del potenziale diagnostico, prognostico e terapeutico del sistema somatostatina/cortistatina nel glioblastoma – Assessing the diagnostic, prognostic, and therapeutic potential of the somatostatin/cortistatin system in glioblastoma.

Il sistema somatostatina-cortistatina (SST/CORT) nel glioblastoma: riposizionamento di farmaci come octreotide e pasireotide (analoghi della somatostatina).

Il glioblastoma è il tumore cerebrale più comune e aggressivo negli adulti, e la ricerca di cure efficaci è una delle sfide più difficili della medicina moderna. Questo studio ha analizzato il sistema della somatostatina e della cortistatina, scoprendo che questo “freno” naturale alla crescita cellulare risulta drasticamente ridotto nei tessuti tumorali. I componenti di questo sistema sono drasticamente ridotti nei tessuti tumorali rispetto a quelli sani, con una correlazione diretta tra i bassi livelli di recettori della somatostatina (specialmente SSTR1 e SSTR2) e una minore sopravvivenza. I test in vitro condotti su cellule derivate dai pazienti hanno dimostrato che l’uso di analoghi della somatostatina, come octreotide e pasireotide, riduce significativamente la proliferazione cellulare. In conclusione, lo studio propone questo sistema molecolare come un promettente bersaglio terapeutico e il risposizionamento di farmaci, come gli analoghi della somatostatina per nuove strategie farmacologiche contro questo tumore cerebrale.

Pensate che è da oltre 50 anni che il Metodo Di Bella usa somatostatina e i suoi analoghi sintetici per la cura di tutti i tumori, anche per il glioblastoma, tumore per il quale i dati clinici pubblicati del Metodo Di Bella mostrano sopravvivenze di molti anni e non di pochi mesi.
Questa ricerca è specifica sui recettori della somatostatina nelle cellule di glioblastoma, e il sistema SST/CORT. Ma ricordiamo che l’uso di somatostatina e analoghi non deve essere limitato unicamente al suo effetto antitumorale diretto sulle cellule tumorali (target terapeutico SST/CORT/SSTR), ma anche per il potente effetto antitumorali indiretto esercitato tramite il bersaglio terapeutico GH/GHR. La somatostatina e i suoi analoghi, diminuendo il GH e diminuendo la capacità delle cellule tumorali di utilizzare il GH, bloccano la cascata proliferativa GH dipendente. Entrambi gli effetti rendono questa molecola e i suoi analoghi, potenti armi terapeutiche per tutti i tumori. Peccato che l’oncologia tradizionale ancora non ha fatto proprie evidenze scientifiche disponibili nel mondo della ricerca oncologica da molti decenni.

Codice: SST009
Autore: G-García et al.
Data: 2025
Rivista: Cellular and Molecular Life Sciences 82, 173 (2025)
Argomento: somatostatina
Accesso libero: si
DOI/URL: https://doi.org/10.1007/s00018-025-05687-9
BLOG: https://www.metododibellaevidenzescientifiche.com/2026/04/13/sst09-g-garcia-et-al-2025/
PANORAMICA VIDEO (IA): https://youtu.be/K_aDmLInaCE
Parole chiave: glioblastoma, somatostatina, cortistatina, recettori SSTr, octreotide, pasireotide, riposizionamento farmaci, proliferazione
Tumore: glioblastoma
Traduzione: l’articolo è stato tradotto interamente. Le sezioni Materiali e Metodo e Risultati sono state semplificate.

Punti di interesse: La ricerca di nuovi bersagli molecolari per il glioblastoma (GBM) è fondamentale per migliorare la diagnosi e la prognosi, specialmente attraverso il riposizionamento di farmaci già approvati. Il sistema somatostatina/cortistatina (SST/CORT) è già noto come fonte di biomarcatori in vari tumori, ma gli studi precedenti sul cervello erano limitati o controversi. Questo studio è il primo ad analizzare in modo approfondito e quantitativo tutti i componenti di questo sistema in un’ampia serie di campioni di GBM. Alterazione del sistema nel glioblastoma. È stata osservata una drastica riduzione di quasi tutti i componenti del sistema SST/CORT (sia dei ligandi come la somatostatina e la cortistatina che dei recettori SSTR1-4) nel tessuto tumorale rispetto a quello sano, con l’unica eccezione del recettore SSTR5. Questa scoperta è stata confermata da altri quattro database internazionali. Associazione con l’aggressività e la sopravvivenza. I bassi livelli di SSTR1 e SSTR2 sono direttamente collegati a una minore sopravvivenza dei pazienti e a caratteristiche tumorali più aggressive, come l’assenza di mutazioni IDH1 o la presenza di amplificazione di EGFR. Ruolo delle cellule staminali tumorali. Le analisi su singole cellule hanno rivelato che il recettore SSTR2 è espresso maggiormente nelle cellule simili a progenitori neurali (NPC). Poiché queste cellule sono spesso responsabili della resistenza alle terapie e della crescita del tumore, colpirle attraverso i recettori SSTR2 potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento del glioblastoma. Efficacia dei farmaci analoghi della somatostatina (SSA). Nonostante i bassi livelli di recettori, le cellule di GBM rispondono positivamente a Octreotide e Pasireotide, che riducono la proliferazione cellulare delle cellule di GBM derivate dai pazienti. In particolare, pasireotide è risultato molto efficace grazie alla sua capacità di legarsi a più tipi di recettori contemporaneamente (SSTR1, 2, 3 e 5). L’uso di questi farmaci potrebbe aprire nuove strade terapeutiche per i pazienti. Utilizzando agonisti specifici dei recettori SSTR, è stato evidenziato che gli agonisti che agiscono su SSTR1, SSTR2 e SSTR5 esercitano effetti antiproliferativi anche sulle cellule di glioblastoma multiforme (GBM). Nel complesso, questi dati potrebbero fornire una base scientifica per uno studio clinico randomizzato e controllato sugli analoghi della somatostatina come trattamento adiuvante nel GBM. Meccanismi biologici e blocchi dei segnali oncogenici Questi trattamenti agiscono aumentando i “freni” del ciclo cellulare (geni CDKN1A/B) e spegnendo percorsi di segnalazione cruciali per il tumore come JAK/STAT, NF-κB e TGF-β. Poiché questi percorsi sono legati alla resistenza alle cure standard, la combinazione di analoghi della somatostatina con la radioterapia o la chemioterapia potrebbe avere un effetto sinergico positivo. Conclusioni. In sintesi, questo studio rivela una drastica downregulation dell’intero sistema SST/CORT nel GBM rispetto ai campioni di tessuto cerebrale non tumorale. Sebbene il ruolo del sistema SST/CORT nella pratica clinica debba essere ulteriormente esplorato con studi clinici controllati, i nostri risultati aprono una nuova strada di ricerca nel campo del GBM dimostrando: (1) una costante downregulation dell’espressione di SSTR1/SSTR2 in tutte le coorti umane analizzate con una forte associazione clinica con il fenotipo di GBM più aggressivo e con la sopravvivenza globale/recidiva/sottotipi molecolari, posizionando entrambi i sottotipi di SSTR come nuovi potenziali biomarcatori prognostici; e (2) che l’uso di SSA mostra chiari effetti antitumorali nelle cellule di GBM primarie derivate da pazienti attraverso la modulazione di vie di segnalazione chiave associate allo sviluppo/progressione/aggressività del GBM, aprendo una nuova fonte di bersagli molecolari che possono essere presi di mira da soli o in combinazione con la terapia standard per combattere i GBM.


File pdf della traduzione semplificata di SST09 G-Garcia et al. (2025) “Valutazione del potenziale diagnostico, prognostico e terapeutico del sistema somatostatina/cortistatina nel glioblastoma – Assessing the diagnostic, prognostic, and therapeutic potential of the somatostatin/cortistatin system in glioblastoma.” Cellular and Molecular Life Sciences 82, 173 (2025).

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