Implicazioni molecolari e cliniche del profilo dei recettori della somatostatina e del trattamento con analoghi della somatostatina nel carcinoma a cellule squamose del cavo orale – Molecular and Clinical Implications of Somatostatin Receptor Profile and Somatostatin Analogues Treatment in Oral Cavity Squamous Cell Carcinoma.

Somatostatina e i suoi recettori nel carcinoma orale: biomarcatori e prospettive terapeutiche.

Questo studio esamina il ruolo dei recettori della somatostatina (SSTR) come biomarcatori e bersagli terapeutici nel carcinoma a cellule squamose della cavità orale (OSCC). La ricerca evidenzia che i sottotipi SST2 e SST3 sono significativamente sovraespressi nei tessuti tumorali rispetto a quelli sani. In particolare, elevati livelli di SST2 sono associati a una prognosi migliore, con una riduzione delle metastasi linfonodali e dei tassi di recidiva. Le analisi in vitro dimostrano che il trattamento con analoghi della somatostatina, come l’octreotide e il pasireotide, riduce efficacemente la proliferazione cellulare neoplastica. Questi risultati suggeriscono che tali recettori rappresentano strumenti preziosi per prevedere l’aggressività del tumore e dimostrano che gli analoghi della somatostatina esercitano effetti antitumorali sulle cellule dell’OSCC, aprendo nuove prospettive per esplorare il loro potenziale terapeutico per i pazienti affetti da questo tumore.

Codice: SST010
Autore: Sanjuan-Sanjuan et al.
Data: 2021
Rivista: Cancers 2021, 13(19), 4828.
Argomento: somatostatina e analoghi, recettori della somatostatina
Accesso libero: si
DOI/URL: https://doi.org/10.3390/cancers13194828
BLOG: https://www.metododibellaevidenzescientifiche.com/2026/04/14/sst10-sanjuan-sanjuan-et-al-2021/
PANORAMICA VIDEO (IA): https://youtu.be/ztt_me8_Ix4
Parole chiave: recettori della somatostatina; cancro del cavo orale; testa e collo; biomarcatori; analoghi della somatostatina; strumento terapeutico
Tumore: carcinoma a cellule squamose del cavo orale
Traduzione: L’articolo è stato tradotto in tutte le sue sezioni, ma la sezione Materiali e Metodi e la sezione Risultati sono state semplificate.

Punti di interesse: Il carcinoma a cellule squamose del cavo orale (OSCC) rappresenta oltre il 90% dei tumori maligni orali ed è in aumento anche tra i giovani. Data la bassa sopravvivenza e i limiti delle terapie attuali, è fondamentale trovare nuovi biomarcatori per migliorare la diagnosi e nuove terapie mirate. In questo studio, è stato analizzato il pattern di espressione di tutti i recettori della somatostatina SSTR in parallelo utilizzando un metodo PCR quantitativo in un gruppo di campioni derivati da pazienti con OSCC, consistenti in tessuti tumorali e tessuti non tumorali adiacenti, e valutato la loro potenziale relazione con parametri clinici e patologici chiave. Nella presente serie, è stato osservato un pattern di espressione differenziale di SSRT nei tessuti OSCC (SSTR2 >> SSTR5 > SSTR4 > SSTR1 > SST3), rispetto ai corrispondenti tessuti non tumorali adiacenti (SSTR1 > SSTR2 > SSTR5 > SSTR4 > SSTR3). Inoltre, è stato osservato l’esistenza di un aumento complessivo nell’espressione di SSTR2,3,4,5 nei campioni OSCC, rispetto ai tessuti di controllo, dati che confermano osservazioni simili per altri tumori. Questo è un importante risultato clinico, poiché l’azione diretta degli analoghi della somatostatina (SSA) è dipendente dalla presenza di SSTR. In questo senso, va sottolineato che nell’ultimo decennio, è stata riscontrata una differenziazione neuroendocrina in alcuni tumori non considerati di origine neuroendocrina, tra cui il carcinoma a cellule squamose del polmone, dell’esofago, della laringe, della testa e del collo, suggerendo che l’uso di analoghi dei neuropeptidi (ad esempio, SSA) potrebbe essere utilizzato come potenziale via terapeutica per il carcinoma a cellule squamose del cavo orale (OSCC).
Un altro risultato rilevante di questo studio è che l’espressione elevata di SSTR2 è strettamente legata a una malattia meno aggressiva. In particolare, i pazienti con molti SSTR2 mostrano meno metastasi regionali, linfonodi colpiti più piccoli e un minor rischio di recidiva. I recettori SSTR sono più presenti nei tumori che mostrano caratteristiche istopatologiche meno aggressive, come un fronte di invasione “espansivo” anziché infiltrante, un grado istopatologico inferiore o bordi uniformi, rispetto a quelli mal definiti. Inoltre, l’SSTR2 è associato a una maggiore infiammazione peritumorale (PTI), considerata un meccanismo di difesa contro la progressione e l’invasione del cancro.
Pertanto, tutti i dati menzionati finora nel presente studio supportano l’idea che l’espressione di SSTR2 possa essere utilizzata come potenziale biomarcatore prognostico nell’OSCC e forniscono una base scientifica per uno studio clinico randomizzato e controllato con analoghi della somatostatina (in particolare quelli che si legano preferenzialmente a SSTR2) in questi tumori. I test in laboratorio hanno dimostrato che le cellule di OSCC rispondono positivamente agli analoghi della somatostatina (SSA). Sia i farmaci di prima generazione (octreotide, lanreotide) che quelli di seconda (pasireotide) sono stati in grado di ridurre la crescita delle cellule tumorali, aprendo la strada a nuove possibilità di trattamento mirato. Sebbene lo studio sia limitato dal numero di casi e da un tempo di monitoraggio relativamente breve (2 anni), i risultati sono molto promettenti. Va notato che è noto che gli eventi locali o regionali si verificano entro i primi due anni, che è stato il tempo minimo di follow-up per i pazienti di questo studio.
In sintesi, questo studio valuta i livelli di espressione di tutti e cinque i sottotipi di recettori SSTR nel carcinoma a cellule squamose del cavo orale (OSCC) mediante qPCR, e per la prima volta vengono confrontati i livelli di espressione di ciascun recettore tra OSCC e tessuti di controllo (adiacenti non tumorali). Questo studio suggerisce fortemente che: (1) i livelli di espressione di SSTR2 potrebbero essere correlati a un minor tasso di recidiva regionale, sia locale che regionale, e a una minore incidenza di metastasi a distanza, suggerendo che la valutazione dei profili di espressione di SSTR mediante qPCR potrebbe rappresentare un efficace strumento di screening per prevedere la prognosi dell’OSCC; e (2) gli SSA esercitano effetti antitumorali sulle cellule dell’OSCC, aprendo nuove prospettive per esplorare il loro potenziale come nuova terapia mirata per i pazienti affetti da OSCC.


File pdf della traduzione semplificata di SST10 Sanjuan-Sanjuan et al. (2021) “Implicazioni molecolari e cliniche del profilo dei recettori della somatostatina e del trattamento con analoghi della somatostatina nel carcinoma a cellule squamose del cavo orale” Cancers 2021, 13(19), 4828.

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